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La Torre di Montignano

Tor Feltresca…Torre Albani…Torre di Montignano, si erge in cima alla collina più alta davanti al mare di fronte alla collina su cui sorge Montignano.
Costruita verso la fine del ‘400, un occhio vigile verso il mare, doveva servire ai “Feltreschi” cioè ai Montefeltro prima e i Della Rovere poi, signori di Senigallia, come punto di avvistamento e comunicazione in caso di attacco e di pericoli dal mare. Le comunicazioni avvenivano tempestivamente con segnali visivi e luminosi, con torce e fuochi, al fine di segnalare e ostacolare le incursioni dei corsari turchi che invadevano l’Adriatico, avvertendo il presidio armato della Rocca di Senigallia, di Montemarciano fino ad Ancona, oltre che le torri nei territori più interni.
Verso la fine del’700 la Torre veniva citata come Torre Albani, appartenente alla nobile famiglia Albani, che possedeva tutto il territorio fino a Senigallia, nel 1830 fu restaurata: si aggiunse un piano, più ristretto rispetto al corpo della torre, e si modificò la scala centrale
Alla fine dell’Ottocento fu acquistata dal principe Emanuele Ruspoli proprietario terriero, deputato, sindaco di Roma, consigliere comunale a Senigallia. La famiglia Ruspoli segnò questo territorio dal punto storico ed economico, a Montignano c’era anche la villa di villeggiatura …

Lo stemma sul portone d’ingresso è quello di Emanuele Ruspoli, in ceramica policroma, ha forma circolare, bordatura con foglie di colore verde, al centro è riprodotto lo scudo della casata (6 colli) con ai lati le iniziali di Emanuele Ruspoli, sormontato da una corona.

Nel 1973 la proprietà è passata ad altre famiglie e tuttora è proprietà privata (famiglia Manzoni).

Costruita con mattoni rossastri, la torre è alta 18,6 metri e con una base formata da un rettangolo di rispettivamente  11 metri per i lati Nord e 10 metri Ovest ed Est.

Quando fu sopraelevata di un piano, venne eliminata la merlatura originale, e sul terzo piano aggiunto venne apposta una merlatura di tipo guelfo (sommità quadrata). Sulla sommità è presente un piccolo campanile a vela al cui interno possiamo trovare una campana con la datazione scritta in numeri romani MDLXVII (1567) e il simbolo dei Della Rovere.
Nella facciata nord, quella con la porta d’accesso, è possibile vedere ancora un arco cieco, che indica l’ubicazione del primissimo ingresso che originariamente era posto al primo piano e veniva raggiunto con una scala a pioli, che poteva essere tirata su in caso di attacco dei nemici.

Nel corso degli anni la famiglia Manzoni ha eseguito lavori di consolidamento ed abbellimento contribuendo alla conservazione e alla valorizzazione dell’edificio.

Passaggio segreto fino alla Rocca di Senigallia? O fino ai Prati della Maddalena, davanti alla chiesa omonima?

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