Ostra

Ostra sorge a 193 m. di altitudine, fra la costa adriatica e l’appenino umbro-marchigiano. Secondo la tradizione Ostra discende dall’omonima città romana che anticamente sorgeva nella valle del fiume Misa e che fu distrutta dai Visigoti ne 410 d.C

Ostra sorge a 193 m. di altitudine, fra la costa adriatica e l’appenino umbro-marchigiano. Secondo la tradizione Ostra discende dall’omonima città romana che anticamente sorgeva nella valle del fiume Misa e che fu distrutta dai Visigoti ne 410 d.C.

La leggenda narra che gli scampati alla distruzione si rifugiarono su colli circostanti e fondarono sul monte di Bodio, cittadino romano proprietario terriero, una nuova città che, in suo onore, chiamarono Montalboddo. Nel 1790 il papa Pio VI concesse a Montalboddo il titolo di “Città”. Il 5 aprile 1881 il Consiglio Comunale, nell’intento di restituire alla città l’antica denominazione, deliberò il cambiamento del nome da Montalboddo in Ostra.

Nel secolo XX Ostra ha vissuto nel bene e nel male le vicende dello Stato italiano, condividendone le sorti. Ha sopportato gli orrori delle due guerre mondiali, la lotta partigiana e fratricida fino alla riconquistata libertà, che le assicura ancor oggi un certo benessere e prosperità. Ostra contemporanea guarda, pertanto, con ottimismo al suo futuro senza dimenticare le radici dalle quali è cresciuta.

Il centro storico offre al visitatore uno scenario suggestivo ed edifici gentilizi di pregevole fattura architettonica, non dimenticando un punto museale che raccoglie un significativo patrimonio artistico locale.

Il territorio di Ostra presenta attualmente un’economia mista, orientata sempre più verso un’integrazione fra i vari settori, puntando soprattutto alla promozione turistica, incrementando punti di ricettività e valorizzando le risorse enogastronomiche , architettoniche, storico-architettoniche ed ambientali della zona, attestate dal confermato conferimento della “Bandiera arancione”.

Di notevole rilievo la vita culturale caratterizzata da un ricco calendario di manifestazioni estive, sostenute dalla vivacità dell’associazionismo locale, e da un’intensa programmazione teatrale.

Non manca certamente un’attività agricola capillarmente diffusa, condotta con sapiente esperienza e passione, da dove si ottengono prodotti tipici che conservano i sapori e le genuinità di un tempo. Vini, fra cui Verdicchio e Lacrima di Morro d’Alba, olio, ricavato in gran parte dalla “raggia”, caratteristica varietà olivicola della zona, formaggi, salumi e miele sono prodotti più diffusi ed apprezzati. E’ questa agricoltura che rende i paesaggi collinari ostrensi ricchi di colore, di fantasia, di un fascino indimenticabile dove è semplice abbandonarsi alla scoperta delle bellezze naturali che ci circondano e vivere, per un istante, in un mondo di poesia.

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