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Ostra Vetere

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Ostra Vetere

detta Montenovo
stemma comune


Nel cuore della Val Mivola, Ostra Vetere, anticamente denominata Montenovo, è un suggestivo borgo stretto tra mura medievali tre-quattrocentesche lungo le quali si aprono tre porte.
All’interno della cinta muraria si conservano chiese, prestigiose dimore e semplici case.
L’impianto urbanistico a terrazze, collegate da vicoli e scalinate, è dominato dalle guglie della Chiesa di Santa Maria di Piazza, gioiello del neogotico.

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Palazzo Marulli

SEDE DEL POLO MUSEALE TERRA DI MONTENOVO

Il Museo Civico Parrocchiale accoglie opere che vanno dal Quattrocento al Settecento.

Tre esse vanno segnalati due affreschi del pittore Andrea di Bartolo da Jesi ed un altro di Dionisio Nardini di Sant’Angelo in Vado. Di Cristoforo Roncalli detto il Pomarancio è il Cristo e San Pietro sul lago di Tiberiade.

La Gloria di Angeli rimane la sola testimonianza dell’attività di Giovan Battista Lombardelli pittore nato a Ostra Vetere intorno al 1537.

Di grande interesse la coppia di formelle in terracotta policroma, rari esemplari di una tipologia di maioliche, di carattere devozionale. Queste targhe raffiguranti la Natività e il Compianto, risultano essere un raro e prezioso esempio di “plastica maiolicata” tardo quattrocentesca.

Torre Civica e palazzo Comunale

Secc. SECC. XV-XVII

In posizione elevata l’edificio assume le forme attuali nel XVII secolo pur subendo notevoli rimaneggiamenti nei secoli XIX e XX.

La torre civica, progettata dagli ostrensi Michele Corazzini e Gerolamo Arcangeli fu costruita nel 1569 da Francesco da Modena ed è dotata di una campana del 1643.

Nella residenza municipale si conserva una tavola metrica del 1560.

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Palazzo Poccianti

Edificio di architettura rinascimentale fu fatto costruire nel 1513 da Antonio Poccianti la cui famiglia si insedia a Ostra Vetere provenendo da Ragusa (l’odierna Dubrovnik, in Croazia).

Antonio fu medico del re di Francia Carlo VIII e l’edificio è ingentilito sul lato sinistro da una caratteristica loggia dalla quale si spazia sulla vallata del Nevola fino alle colline che degradano verso il Cesano.

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