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Barbara

Barbara (219 mt. slm) sorge su una tipica dorsale collinare marchigiana e fu fondata dai “barbari” Longobardi (“barbaro” cioè “straniero”) che scelsero questa collina perché in vicinanza dei due fiumi (Misa e Nevola) che scorrono a valle.

Equidistante dai centri di Senigallia e Jesi , è stato da sempre un territorio e un Castello conteso per la propria inviolabilità, tra le diverse fazioni dei Guelfi e Ghibellini.

Barbara (219 mt. slm) sorge su una tipica dorsale collinare marchigiana e fu fondata dai “barbari” Longobardi (“barbaro” cioè “straniero”) che scelsero questa collina perché in vicinanza dei due fiumi (Misa e Nevola) che scorrono a valle.

Equidistante dai centri di Senigallia e Jesi , è stato da sempre un territorio e un Castello conteso per la propria inviolabilità, tra le diverse fazioni dei Guelfi e Ghibellini.

Posta su una tipica collina marchigiana il paese è incastonato tra la vista ad est del Conero, a sud del Monte San Vicino e ad Ovest del Monte Catria a cui molta parte della storia di Barbara è legata.

Sul territorio, tipicamente agricolo, spiccano le coltivazioni della vite e del grano “antico delle Marche” che danno vita ai due prodotti (vino e farina) che sono l’orgoglio paesano in quanto famosi ed esportati nel mondo

Barbara affonda le sue radici del suo originale nome dall’invasione dei Longobardi (“barbari” cioè “stranieri”) che verso la fine del VI secolo qui crearono un loro avamposto ai confini con il territorio della città bizantina di Senigallia.

Nell’ VIII secolo, dopo la sconfitta dei Longobardi ad opera dei Franchi venne successivamente trasformato in feudo ecclesiastico, per cui ebbe inizio la venerazione di Santa Barbara, oggi patrona del paese che viene festeggiata con la particolarissima festa dei “botti” il 4 dicembre.

Il feudo ecclesiastico venne affidato poi, nell’ XI secolo all’abbazia benedettina di S. Maria di Sitria posta alle pendici del Monte Catria.

Essendo territorio di confine tra le varie potenze dell’epoca (Jesi, Senigallia ed Urbino) la storia del paese è stata da sempre legata allo stato pontificio e quindi alle famiglie di importanti prelati e/o cardinali come i Cesi, i Barberini e gli Albani di cui si ritrovano ancora le testimonianze all’interno del palazzo comunale e nella chiesa abbaziale di Santa Maria Assunta.

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