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Il progetto teatrale “Le belle parole” prende spunto da “L’inganno della mafia” il saggio di Nicola Gratteri e Antonio Nicaso, edito da Rai Eri.

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Il progetto teatrale “Le belle parole” prende spunto da “L’inganno della mafia” il saggio di Nicola Gratteri e Antonio Nicaso, edito da Rai Eri.

Il libro svela una serie di “inganni” inerenti al fenomeno mafioso e alla sua apparente invincibilità. A partire da queste sollecitazioni il progetto indaga, attraverso il teatro, il falso mito di una bontà originaria della mafia, fondata in realtà da sempre su potere e intimidazione e il fascino di un potere che offre ricchezza in cambio di paura e soggezione, ma anche l’inganno sottile che mentre celebra i valori sacri del sangue e della famiglia, in realtà persegue la violenza e la negazione del corpo, primo fra tutti quello femminile.

Attraverso la loro vicenda familiare i tre protagonisti sulla scena raccontano il conflitto dell’erede maschile di una famiglia ndranghetista tra il senso di appartenenza alla tradizione, a cui è stata costretta suo malgrado la sorella, e il suo desiderio di autonomia dalla famiglia, su cui l’amore interviene a scombinare le carte.
Ma l’azione rivela anche la contrapposizione tra il fascino attraente, di fronte alla fragilità del singolo, del potere violento e impunito del clan e il tentativo di ribellione – espresso dalla giovane fidanzata – alle regole omertose e violente nascoste dietro gli apparenti valori del rispetto e dell’onore.
Sullo sfondo la cinica pochezza del potere e l’esigenza tutta contemporanea di una coscienza sociale che nella lotta concreta di ogni giorno, affondi le sue radici in nuovi archetipi per opporsi alla paura e al silenzio indifferente che avvalla soprusi e violenze.

“Le belle parole” fa parte di un più ampio progetto che intende approfondire la conoscenza del fenomeno delle mafie nella contemporaneità, anche da un punto di vista femminile, e che guarda al linguaggio teatrale come a uno strumento fondamentale per una maggiore consapevolezza di queste tematiche.
Lo firma Isabella Carloni, con la consulenza scientifica del professor Antonio Nicaso esperto di ‘ndrangheta internazionale.
Il progetto nasce sotto lo stimolo dell’enorme eco suscitato dal festival Noi contro le mafie di Reggio Emilia  -di cui il Professore Antonio Nicaso è direttore scientifico e la Dottoressa Rosa Frammartino è la coordinatrice scientifica

L’anteprima del lavoro è presentata per la prima volta al Festival, con l’auspicio di un’ampia diffusione su tutto il territorio nazionale e internazionale.
Il progetto è prodotto da Caracò Teatro di Bologna in co-produzione con la Compagnia marchigiana Rovine Circolari grazie alla collaborazione di EmilBanca.

 

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